social-mediaLe Sfide Educative di Internet e dei Social Media: Riflessioni, connesioni, prospettive

Il ruolo di Internet e dei Social Media sarà sempre più centrale nella vita nostra e dei nostri figli. Lo smartphone è uno strumento straordinario, o pericoloso, a seconda dei punti di vista, ma le opinioni non cambiano il fatto che lo abbiamo tutti in tasca, dai genitori, agli insegnanti, ai parroci, ai pensionati, agli stessi ragazzi (dati 2014 raccolti dal nostro campione regionale di oltre 2000 studenti: oltre il 65% in prima media hanno uno smartphone; in terza media si supera l’80%). Questa è la vera rivoluzione degli ultimi due anni: internet in tasca e una vita always connected (sempre connessa).
Che significa modificazione delle condotte socali: negli alberghi, per strada, nei treni, nei ristranti, e nei luoghi pubblici è assolutamente normale oggi vedere persone che navigano, mandano messaggi, fanno fotografie usando uno smartphone. Non si parla col vicino: si parla col proprio dispositivo mobile. E nelle case? Anche qui le dinamiche di comunicazione cambiano, dato che si può essere interrotti da un messaggio o da un tweet mentre si è a tavola o mentre si studia o quando si guarda la tv o si parla in famiglia.

Sfide Educative: Darsi delle Regole

Quindi le sfide educative di internet e dei social media non riguardano solo la sicurezza in internet, che è solo una delle questioni, e nemmeno la profonda discuntinuità (tutta moderna) tra genitori che faticano ad utilizzare le funzioni di un cellulare e i figli che hanno smartphone più evoluti e sempre connessi alla rete. Le sfide educative sono anzitutto le scelte (quindi la consapevolezza) dell’adulto, di darsi o non darsi delle regole. Regole rispetto alla gestione del proprio tempo e delle proprie relazioni come e quanto far entrare i dispositivi mobili negli spazi e tempi della famiglia, dell’intimità. Regole per se stessi, prima di tutto, e poi per gli altri (figli).
Sarà sempre più difficile “controllare” i figli o imporre rigide regole di comportamento: oggi è impossibile tenere un ragazzino lontano dalla tecnologia e impedirgli di comunicare con tutto il mondo, per cul la vera forma di tutela è dara dall’esempio personale, da quello che noi adulti facciamo e dalle motivazioni che siamo in grado di esprimere. Quindi come prima cosa: l’esempio.

Internet e i social sono come li facciamo noi

Anche il nostro personale stimolo e modo di utilizzare la rete, da quando è diventato molto facile inserire contenuti (soprattutto foto e video) può rendere la rete migliore o peggiore. Questa è una seconda importante prospettiva che aiuta ad uscire dalla logica pericoli/opportunità.

Su internet la nostra identità digitale

Quello che accade on line, ma soprattutto quello che ciascuno di noi decide di fare (adulto o ragazzo) sia su internet che sui social media, crea la nostra identità digitale e può riguardare il nostro futuro. Se on line resta traccia di tutto, per anni, più si inseriscono contenuti interessanti, si condivide e si cercano cose di valore (estetico ed etico), più si diventerò una persona interessante, anche rispetto a chi non ci conoscerà mai direttamente. Quando la rete ci considererà individui interessanti, non solo simpatici ma anche portatori di contenuti (letterari, filosofici, artistici, addirittura manuali…) ritornerà a riproporre il nostro potenziale fuori dalle rete (inviti a scivere un articolo, a tenere una conferenza, a fare una performance artistica, a realizzare una grafica, a fare altri lavori, ma anche a viaggiare condividendo o scrivendo un diario). Il digitale sarà da questo punto di vista una miniera di nuove opportunità di lavoro, ma anche di nuove professioni.

Il nostro contratto con la rete

Il contratto è molto semplice: si utilizzano dei servizi molto utili e gratuiti, come scambiarsi messaggi, video, immagini, telefonarsi o stare in chat, e in cambio si concede l’utilizzo e il trattamento dei propri dati  e informazioni personali. Si concede ai gestori dei Social Media di leggere quello che scriviamo, le foto che condividiamo, i posti in cui andiamo, e di fare cos’ il nostro profilo (poi rivendendo a terzi questi dati, che si trasformano in pubblicità sui banner che vediamo e creano un piccolo anticipo del marketing personalizzato che caratterizzerà gli anni a venire).

Un ponte tra le capacità tecniche dei figli e quelle riflessive dei genitori

Dunque gli adulti con funzione educativa (genitori, insegnanti, educatori, parroci, allenatori) dovrebbero partire da queste prospettive. Ricordando che la rete per i figli/allievi non è solo tempo libero, che per mettere delle regole bisogna prima darsele, che è necessario prima conoscere e poi spiegare le responsabilità, e che la rete e i social possono essere sia una fonte di isolamento e di separazione relazionae, sia una straordinaria occasione per imparare inseme. Creando un ponte tra le capacità tecniche (dei figli) e la capacità di riflessione, elaborazione e prospettiva (degli adulti) che deriva dalle esperienze vissute e dall’età.

Marco Grollo
Responsabile Nazionale Progetti Associazione Media Educazione Comunità

Tratto da “Il popolo” Settimanale della diocesi di Concordia Pordenone del 25 Gennaio 2015