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Navigare sicuri su Internet? L’educazione alla rete comincia a scuola

“Oggi non parliamo della sicurezza in internet. Parliamo del vostro futuro, di chi siete e di chi diventerete. Perchè alcune delle più importanti scelte le state già facendo, semplicemente premendo un tasto del vostro smatrphone”. Decidete di pubblicare o no una vostra foto, entrare o non entrare in contatto con una persona sconosciuta, mettere on line alcuni dati personali e della vostra famiglia, condividere video o fotografie vostre e dei vostri amici, scrivere opinioni su come e cosa pensate. Tutte queste scelte le fate già, le fate adesso, e costruiscono il vostro futuro, la vostra identità digitale. Chi siete e chi diventerete”

Se guardando tra 5 anni quello che ci sarà on line di voi, chi vi deve scegliere come studente, o come lavoratori, prenderà voi o qualcun altro.
Perchè internet non dimentica nulla”.
In questo modo cominciano gli incontri del progetto “Sicuri su Internet” rivolti ai ragazzi delle scuole Primarie e Medie e curato dalla nostra Associazione, con lo scopo di riflettere con loro sui comportamenti corretti da tenere quando si è on line, e quando si usano cellulari e smartphones.

Su internet i ragazzi possono fare azioni concrete già a 10 anni; vedere video, scaricare musica, entrare in contatto con persone che non conoscono, inserire dati personali sulle piattaforme social, condividere foto, parlare su skype, vedersi attraverso una webcam, cercare informazioni in rete su qualsiasi argomento. Chi di noi a 10 anni aveva la possibilità di fare tutte queste cose? Dunque diventa fondamentale parlare di questi argomenti, soprattutto a scuola, e partire da come funziona la rete internet, dove tutto rimane per sempre, e si lascia sempre e comunque traccia dei propri percorsi

L’anonimato non esiste

Questo è il primo e uno dei più importanti concetti da spiegare ai bambini e ai ragazzi, soprattutto a quelli  che utilizzano Ask.fm e altre piattaforme social credendo di restare anonimi sempre e comunque. La polizia Postale, in caso di denunce o di comportamenti on line particolarmente aggressivi, può tracciare i dati e risalire alla fonte di qualsiasi comunicazione on-line.

Mamma e papà pagano le conseguenze dei miei comportamenti
Le sim dei telefonini sono contratti intestati ad un adulto. Per questo dire ai ragazzi che quello che fanno (da scaricare musica, postare foto, insultare qualcuno) on line ricade sui loro genitori è fondamentale.
Quello che faccio on line definisce la mia identità.
Non tanto chi sono ora, ma chi potrò essere.

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Se on-line resta traccia di tutto, più inserisco in rete aspetti interessanti di me e più sarò una persona interessante, più amici interessanti e simpatici avrò, più sarò io stessi considerato una persona interessante. Questo è la sola via (l’autoprotezione e l’autopromozione) che alla lunga farà fare delle scelte intelligenti a chi sta on line. Non tanto le proibizioni o i divieti che in adolescenza provocano reazioni opposte, ma strategie per esercitare la propria libertà sapendo come proteggersi. Le regole sono importantissime, ma sappiamo che i genitori riescono a dare solo confini temporali (prima fai i compiti e poi stai su internet, ci stai al massimo due ore, etc.) mentre sono fondamentali anche i contenuti e i comportamenti quando si ha in mano uno smartphone. Dire ai ragazzi che quello che inseriscono on line tra 5 o 10 anni potrà determinare se essere sclelti o rifiutati come studenti, ragazzi alla pari in Europa e come lavoratori è fondamentale ed è compreso benissimo dai ragazzi.

Esistono reati che si possono compiere on-line

Non tutto quello che si può fare on-line è consentito dalla legge italiana. Quindi bisogna assolutamente dare un nome ai reati e spiegare quali sono, e non solo ai ragazzi ma anche agli adulti. Non c’è solo la pedofilia, ma anche la diffamazione (non posso insultare qualcuno in un luogo pubblico, e internet spesso lo è, senza rischiare una denuncia). Esiste il phishing – tentativo fraudolento di carpire le credenziali di accesso ai nostri sistemi bancari on line, lo stalking (perseguitare qualcuno generando ansia e paura), il cyber bullismo, la truffa, la pirateria informatica, la violazione della privacy. Perchè aspettare che qualcuno commetta qualche reato per parlarne?

“Let’s create a better Internet together”

Creiamo insieme una rete migliore: questo è il tema scelto per celebrare l’undicesima edizione del Safer Internet Day, che si celebra ogni anno il giorno 11 febbraio 2014. E’ la giornata promossa dall’Unione Europea per diffondere la cultura e la sensibilità sull’uso responsabile delle nuove tecnologie soprattutto tra i più giovani. Qualcuno ne ha sentito parlare? Le Istituzioni a livello centrale, e locale, hanno fatto delle iniziative?

Dunque c’è un lavoro importante di sensibilizzazione e informazione ancora da fare, su questo tema.

a cura di Marco Grollo
Responsabile nazionale Progetti
Associazione Media Educazione Comunità

 

Maggiori informazioni sul progetto “Sicuri su Internet”