Mastodinia: cos’è e come gestirla

La conoscenza dei cambiamenti del seno e della natura dei sintomi a cui può andare incontro è fondamentale per una donna.

Informarsi in merito vuol dire approfondire anche tutto quello che riguarda la mastodinia.

Con questo termine e con il sinonimo “mastalgia”, si indicano quelle situazioni in cui la donna avverte una sensazione di dolore alla mammella.

Questa sintomatologia non è accompagnata da reperti clinici degni di nota.

Condizione molto frequente, riguarda circa una donna su due e si manifesta soprattutto in età giovanile.

Non è rara, come vedremo meglio nelle prossime righe, anche in menopausa.

Tipologie e fattori causali

La mastodinia può essere di differenti tipologie. Ecco quali sono:

  • Mastodinia ciclica: forma più frequente, si presenta prima del ciclo o nei giorni iniziali del flusso. I sintomi sono bilaterale e il dolore si palesa soprattutto a livello della parte superiore della mammella, zona caratterizzata da un numero molto alto di ghiandole.
  • Mastodinia non ciclica: in questo caso, si parla di una condizione che nulla ha a che fare con le fasi del ciclo mestruale femminile. Può manifestarsi, infatti, pure in menopausa. Causata da fattori idiopatici, si contraddistingue per l’insorgenza di un dolore ben localizzato e quasi sempre monolaterale.

La mastodinia può presentarsi anche in occasione della montata lattea, così come durante il puerperio per via della suzione del neonato.

Da menzionare è anche la mastodinia da trauma, che può essere provocata da contusioni o da interventi come l’ago aspirazione.

Altre situazioni degne di attenzione sono quelle che riguardano il post operatorio di interventi come la mastoplastica additiva.

In questi casi, attorno alla protesi può formarsi una capsula infiammatoria che provoca dolore.

Il sintomo può presentarsi anche per via della rottura della protesi, evenienza oggi molto rara.

La mastodinia si palesa anche a fronte di quadri patologici che riguardano le vertebre, in particolare le ultime del rachide cervicale.

Pure i reggiseni, quando sono troppo stretti o caratterizzati dalla presenza di ferretti rigidi, possono causare mastalgia.

Nelle righe precedenti abbiamo citato la possibilità che la mastodinia si presenti in menopausa.

Alla base del dolore al seno in questo periodo della vita possono esserci i naturali squilibri ormonali tipici della fine della vita fertile o gli effetti collaterali della terapia ormonale sostitutiva.

Durante la menopausa, la mastalgia può essere causata pure da ectasia duttale.

Questa condizione si distingue per la dilatazione anomala dei dotti che si trovano dietro all’areola. Se si prova a spremerli, è frequente notare la secrezione di un liquido giallastro.

La mastodinia è un sintomo di tumore al seno?

Sono tante le donne che, quando avvertono dolore al tatto a livello del seno, subito si preoccupano pensando a un tumore.

La mastodinia è quasi sempre un sintomo benigno.

In uno studio citato anche sul sito di AIRC, si sottolinea che solo in rari casi il dolore al seno è associato a una lesione maligna (nel lavoro scientifico appena citato si parla per la precisione dello 0,4% delle situazioni).

Davanti a noduli palpabili o visibili, in particolare se localizzati a livello del quadrante esterno, è essenziale contattare subito il proprio senologo di fiducia.

Altri segnali che, a differenza della mastodinia, devono mettere in allarme sono i cambiamenti di forma del capezzolo, le secrezioni monolaterali e l’insorgenza della pelle a buccia d’arancia.

Diagnosi

Il percorso che porta alla diagnosi di mastodinia è diverso a seconda della causa scatenante del dolore.

Si parte dalla visita senologica, durante la quale lo specialista valuta l’eventuale ricorso a esami come l’ecografia o la mammografia.

Possono essere richiesti anche esami del sangue e indagini per individuare eventuali infezioni batteriche.

Fondamentale è quindi rivolgersi a uno studio con specialisti di provata esperienza, che lavorano in continua sinergia con i colleghi analizzando con la massima attenzione ogni situazione clinica.

Su Roma, un valido punto di riferimento è la visita senologica presso gli studi medici CIMED, centro con alle spalle oltre 40 anni di storia noto anche per l’approccio preventivo integrato.