La riduzione delle emissioni di polveri in ambito industriale viene ormai letta con un obiettivo dal doppio valore: la tutela dell’aria e la tutela delle persone che lavorano all’interno degli impianti. Quando la polvere esce dai punti di aspirazione, non si disperde solo nell’ambiente esterno. Spesso rientra nei reparti, si deposita sulle superfici e aumenta il rischio di fermi macchina.
Per molte aziende, quindi, la filtrazione è una parte della strategia di sostenibilità, perché ha delle conseguenze sui consumi, sugli scarti, sulla pulizia e sulla continuità produttiva. La filtrazione industriale funziona in maniera efficace quando viene trattata come un sistema completo, dalla rete corretta alla ventilazione, fino ai filtri selezionati in base alla polvere e ad una gestione quotidiana che non si limita alle emergenze.
Come trattenere la polvere alla fonte
In molti impianti, i cestelli porta maniche filtranti per filtrazione aria industriale hanno un ruolo decisivo per la resa reale: sostengono il tessuto e mantengono la struttura corretta in presenza di cambiamenti nella pressione. Insieme a questo elemento, la tenuta complessiva dipende da una catena di scelte perfettamente coerenti: gli elementi vanno scelti in base alla temperatura, all’umidità e alla possibile aggressività chimica.
Le guarnizioni e i sistemi di fissaggio devono restare stabili nel tempo, senza microfessure che, a livello di emissioni, diventano un problema. Anche i collettori contano molto: nei punti in cui è difficile controllare, spesso si accumula sporcizia e si perdono prestazioni senza accorgersene.
La scelta della tecnologia in base a polvere e processo
Non può esistere un filtro da considerare “migliore” in assoluto, perché esiste il filtro adatto a un tipo di polvere e a un determinato ciclo produttivo. Le polveri secche e relativamente stabili vengono spesso gestite con filtri a maniche o a cartucce, mentre i particolati grossolani possono essere separati prima con cicloni, in modo da ridurre il carico sul filtro principale.
Un criterio importante riguarda la variabilità del processo. Se la produzione alterna fasi più tranquille a picchi di polvere, il sistema deve assorbire queste oscillazioni senza finire fuori controllo. In alcuni casi è utile separare le aspirazioni, creando linee dedicate alle fonti più sporche. In altri casi, un pre-filtro può essere utile per distribuire meglio il flusso sul meccanismo filtrante.
Perché fare attenzione a energia e aria compressa
Perché si possa raggiungere una certa sostenibilità nella filtrazione, devono essere presi in considerazione anche i consumi, perché un filtro che lavora con perdita di carico elevata non fa altro che obbligare il ventilatore a spingere di più. L’impianto deve essere progettato, quindi, con equilibrio: nella rete le perdite devono essere ridotte, le curve e le derivazioni vanno applicate con attenzione, i ventilatori devono adattare la portata alla domanda reale.
Poi c’è la pulizia dei filtri, spesso a impulsi di aria compressa. Se gli impulsi sono troppo frequenti o troppo energici, si spreca aria compressa e il tessuto riceve uno stress. Se sono troppo rari, la perdita di carico aumenta e le conseguenze si vedono sul ventilatore. L’equilibrio migliore nasce dalle misure e dall’osservazione di pressione differenziale, stabilità del processo e qualità della polvere scaricata.
Controllo e manutenzione per prevenire i guasti
Per ottenere una filtrazione stabile e sempre efficace, bisogna avere la capacità di vedere in anticipo i segnali. Esistono strumenti appositi, come sensori di pressione differenziale, misure di portata e controlli su temperatura e umidità nel condotto, che permettono di capire se il filtro sta andando fuori regime.
Per essere efficace, la manutenzione deve essere semplice da eseguire, tramite porte di ispezione accessibili, punti di campionamenti e sistemi di scarico affidabili. Tutto ciò permette di ridurre gli interventi di urgenza e le situazioni di pulizia straordinaria che, di fatto, segnalano un impianto non gestito correttamente. La filtrazione, in pratica, deve essere progettata e gestita come un sistema, con componenti adeguati, consumi sotto controllo, manutenzione e gestione del materiale e delle tecnologie.
Nell’ambito delle autorizzazioni e dei controlli, la tracciabilità è fondamentale. Questo compito va svolto in base a ciò che indicano le normative del settore, avendo a disposizione registri di manutenzione e di sostituzioni, eseguendo attività di taratura di strumenti e di verifica di valvole e ventilatori. Quando tutto viene documentato ed è coerente con le attività svolte ogni giorno, la gestione è più semplice e la relazione con gli enti di controllo tende ad essere maggiormente lineare.