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Buonanotte Smartphone: una riflessione sui dati raccolti da MEC sui giovani e l’utilizzo degli smartphone e dei social media

Il 20% dei bambini dagli otto ai dieci anni può portare lo smartphone in camera; la percentuale sale al 61% dagli 11 ai 14 anni. Si dà il bacino alla mamma o click on this link al papà, ma dopo, alcuni bambini, e molti ragazzini possono comunque rispondere all’ultimo messaggio su whatsapp o condividere un’ultima fotografia della giornata. E continuare a rispondere, se non hanno sonno, e continuare a stare on line.

A fare cosa? Con chi? Ve lo racconteremo in questi giorni, commentando in questo blog questi e altri dati, raccolti nelle scuole del Friuli Venezia Giulia in questi ultimi mesi  – Ottobre 2015 / Marzo 2016 – da un campione composto da oltre 1600 ragazzi  (1300 dagli 11 ai 14 anni, 350 dai 8 ai 10 anni). Ogni Anno Scolastico l’Associazione Media Educazione Comunità li raccoglie con un questionario articolato del progetto “Sicuri su Internet”.

E da questi dati e dalle informazioni che contengono partono i laboratori e gli interventi coi ragazzi, come ad esempio il prossimo appuntamento a Gemona del Friuli “Whatsapp: kit di sopravvivenza” in occasione dell’internet Day del 29 Aprile.

Ecco alcuni dei più significativi, rimanendo nella fascia 11/14 anni:

  • il 95,2 % dispone a casa di una connessione internet
  • il 65,4 % ha in casa da uno a tre pc
  • il 32,2 % ha un pc ad uso personale
  • il 70,1% ha uno smartphone;
  • il 50,3 % dice di non avere avuto regole o indicazioni su come utilizzarlo
  • Siti più affidabili per avere delle informazioni on line: al primo posto ovviamente Google (80%), segue Wikipedia (72%), in terza posizione YouTube (42%).
  • Social media e App più utilizzate: Whatsapp (91,4%), YouTube (89,4%), Google+ (61,6%), Instagram (59%). Facebook in caduta libera (25%) e in grande ascesa invece Snapchat (32%) il social network dei messaggi che si autodistruggono dopo 24 ore.
  • il 50% non usa la posta elettronica (email).
  • il 24% pensa che le informazioni e le immagini che si mettono in rete possano essere cancellate.
  • il 29% risponde si alla domanda “ti è capitato di ricevere insulti, scherzi pesanti, prese in giro o altri comportamenti che ti hanno fatto arrabbiare o stare male?”.
  • il 12% “chatta on line anche con sconosciuti”.

Alcune brevi considerazioni:

  • due anni fa il Social Media più utilizzato era Facebook. Oggi è al quinto posto. In due anni può cambiare completamente il contesto di riferimento dei ragazzi; altre piattaforme, altre dinamiche, altro ambiente digitale. Ovviamente questo avviene per motivi diversi e convergenti; su Facebook per esempio ci sono troppi adulti: genitori, zii, fratelli maggiori “persino mia nonna”. Quindi i ragazzi migrano altrove. I social media fondati prima del 2010 non attirano più i giovani. Sono diventati vecchi, in pochissimi anni. E ci ricordano che in fondo forse è vero che Internet è anche per gli esseri  umani l’unico luogo dove dopo i 30 si diventa inesorabilmente vecchi.
  • Snapchat è la nuova tendenza: un social che tematizza una grande questione del web, il diritto all’oblio. Purtroppo i ragazzi pensano che sia un luogo magico in cui tutto si autodistrugge — fortunatamente le abilità da screenshot (salvare nel proprio dispositivo l’immagine che si sta visualizzando i quel momento) stanno lasciando aperta la porta del dubbio.
  • Le fonti on line che i ragazzi ritengono affidabili sono molto diverse tra loro (un motore di ricerca come Google, una enciclopedia on line come Wikipedia) ma i ragazzi non conoscono i loro meccanismi di funzionamento, quindi le loro differenze. Quindi si informano in maniera del tutto superficiale e inconsapevole
  • L’email è uno dei principali nostri strumenti di lavoro; metà dei ragazzi però non la usa. Quindi si apre una fase in cui le piattaforme social saranno sempre più e completamente inclusive di servizi. Per chi le saprà utilizzare.
  • Quasi un  ragazzo su tre pensa che le informazioni che mette o trova on line siano cancellabili. Quindi non conosce bene il funzionamento della rete, anche dopo tre, o quattro anni che sta on line. Questo ricorda a tutti noi che l’utilizzo è molto diverso dalla competenza. Noi adulti, insegnanti e genitori invece confondiamo spesso questi due piani, e vedendo il tempo e la facilità d’uso che hanno i bambini e ragazzini, pensiamo che siano  anche competenti, quando invece non lo sono affatto.
  • Circa sei ragazzi su dieci (61%) può portare in camera da letto lo smartphone, e il 35% “normalmente lo lascia acceso”. Cosa potremo dire, e pensare, su questo dato — per esempio pensando ai ragazzini che non riescono a concentrarsi in classe la mattina o che cascano inspiegabilmente (forse) dal sonno?Ma sui genitori, le diverse abitudini e le divergenti pratiche familiari e relativi dati, compresi i consigli che danno ai figli, ci diamo appuntamento a domani. Pensando a tutti gli adolescenti che, girandosi verso il comodino, si sentono rassicurati, connessi, con il mondo, vicini ai loro amici, guardando la lucina accesa del proprio dispositivo. Buonanotte smartphone.

 

Marco Grollo
Associazione Media Educazione Comunità