Author Archives: Giusy Rea De Falco

Patto di Comunità per il Benessere Digitale

slowtech.mec@gmail.com

PATTO DI COMUNITÀ PER IL BENESSERE DIGITALE

In fase di attuazione nei Comuni di Gemona del Friuli, Montenars e Artegna (provincia di Udine)

Il costante anticipo nell’uso delle tecnologie digitali mette in forte difficoltà le famiglie e le istituzioni scolastiche. Nonostante i dati scientifici che ne dimostrano i rischi, gli sforzi messi in atto per rallentare questa tendenza sembrano vani. Ma cosa succederebbe se invece di lasciare da sole le famiglie e le scuole un’intera comunità si alleasse per prendere in mano la situazione? Si riuscirebbe a invertire la tendenza e stabilire regole comuni per maturare insieme, adulti e minori, un rapporto consapevole ed equilibrato con le nuove tecnologie? Questa è la sfida ambiziosa di questo progetto.

Il contesto
La costante accelerazione nello sviluppo delle tecnologie digitali porta con sé molte opportunità, ma anche molti rischi per il benessere e la salute dei minori. Dai dati scientifici emerge come l’introduzione troppo precoce di queste tecnologie possa interferire con il processo di crescita cognitiva, affettiva e relazionale dei minori.

Queste informazioni tuttavia si traducono con difficoltà in azioni efficaci e il risultato è una presenza sempre più invadente degli schermi digitali nella vita dei minori fin dai primi anni di vita. Anche i genitori più sensibili al tema si trovano alla fine disarmati di fronte alla rapida evoluzione di queste tecnologie e le richieste insistenti dei figli. Come affrontare allora la sfida posta da queste tecnologie?

L’idea del patto di comunità
Dalla nostra esperienza sul campo ci siamo resi conto che di fronte ad una sfida così complessa l’unica via percorribile è quella di coinvolgere l’intera comunità in una presa di responsabilità rispetto al benessere digitale dei propri ragazzi. E’ nata così l’idea di puntare ad un vero e proprio accordo formale tra i soggetti della comunità educante per definire obiettivi, principi e regole comuni per supportare lo sforzo di genitori ed educatori e al contempo mandare ai ragazzi messaggi chiari e coerenti per l’utilizzo responsabile di internet e delle nuove tecnologie.

Come si è concretizzato?
Alla proposta hanno aderito con entusiasmo gli Istituti Scolastici, le Associazioni Genitori, l’Azienda Sanitaria e le Amministrazioni Comunali. Il passo successivo è stato quello di attivare un tavolo di progettazione partecipato mirato alla definizione di un documento di indirizzo, il “Patto di Comunità”, e di un programma di attività per raggiungere gli obiettivi definiti insieme, a partire dal coinvolgimento del numero maggiore possibile di realtà territoriali.

Il ruolo dei genitori
È stato chiaro da subito che in questo contesto i genitori avrebbero dovuto avere un ruolo centrale in quanto a loro spetta la responsabilità di dare regole ai figli sull’età di accesso e le modalità di utilizzo dei dispositivi. In accordo con le Associazioni Genitori si è quindi deciso di partire dal coinvolgimento dei genitori con figli di età 9-14 anni, per affidare a loro il ruolo di apripista e motivatori del progetto sottoscrivendo un impegno in prima persona rispetto al supporto del progetto e l’adesione a 5 regole di base per la consegna degli smartphone ai figli (allegato). La proposta è stata accolta con entusiasmo e nell’arco di tre mesi già 100 famiglie hanno sottoscritto l’impegno dando visibilità mediatica al progetto e motivando l’intera comunità.

Perché concentrarsi sull’età 9-14 anni?
Si è deciso di partire dalla fascia di età più a rischio, ovvero quella in cui mediamente i minorenni accedono autonomamente alla rete Internet e vengono in possesso di uno smartphone. E’ questo infatti il momento in cui la maggior parte delle situazioni a rischio vengono a crearsi. L’obiettivo tuttavia è quello di coinvolgere progressivamente e supportare con informazioni pratiche tutti i genitori, compresi quelli con i figli in fascia 0-3 anni.

Inseriremo presto ulteriori aggiornamenti.
Per informazioni e materiali contattateci via mail: slowtech.mec@gmail.com

Novembre 2019 – Associazione M.E.C.

La Mappa del Meglio e del Peggio di Internet, per parlare in classe dei rischi della rete

Parlare con i propri studenti dei rischi delle nuove tecnologie non è sempre facile.

Da un lato ragazzi e ragazze si sentono spesso più esperti degli adulti e non apprezzano “prediche”su ciò che va bene fare o non fare on-line.
Dall’altro, quando lasciamo loro libertà di parlare sul tema, l’entusiasmo di alcuni può essere difficile da contenere e possiamo inoltre trovarci in difficoltà di fronte all’apparente competenza dei ragazzi più esperti e all’uso di termini e riferimenti che noi non conosciamo.

Di fronte a queste difficoltà molti insegnanti preferiscono evitare il tema. In questo modo tuttavia si rischia di perdere una grande opportunità educativa: si rinuncia infatti ad argomenti che ormai fanno parte integrante della vita emotiva e relazionale dei più giovani e sui quali loro stessi hanno un grande bisogno di confrontarsi, come possiamo constatare ogni volta che affrontiamo il tema in maniera aperta e priva di giudizio con loro.

Un modo efficace per affrontare il tema, che consigliamo sulla base della nostra esperienza, è realizzare le Mappe delle cose Migliori e Peggiori della Rete.
Ossia stimolarli, nel modo più coerente con il nostro stile didattico, a creare due mappe od elenchi degli aspetti migliori e di quelli peggiori di Internet sulla base delle loro esperienze personali.

Si consiglia di iniziare sempre da quelli Migliori, per lanciare il messaggio che non si vuole semplicemente demonizzare la rete (atteggiamento che chiuderebbe immediatamente il dialogo) ma parlarne apertamente a partire dagli aspetti positivi, ovvero interessanti, divertenti o utili di cui la rete è ricca.

Nel momento in cui si chiede una lista degli aspetti peggiori si scoprirà che unendo le conoscenze di tutta la classe gli studenti disegnano un quadro piuttosto completo delle problematiche possibili, anche se spesso un po’ squilibrato verso ciò che più li suggestiona (hacker, deep web…).

Quando riusciamo a fare ciò ecco che otteniamo tre risultati importanti:

  1. otteniamo una fotografia in tempo reale del modo in cui gli studenti vivono il rapporto con le tecnologie. Fotografia in cui spesso emergono anche segnali di possibile disagio da parte di alcuni studenti.
  2. individuiamo i temi in cui c’è minore consapevolezza o in cui è prioritario fare degli approfondimenti (eventualmente con degli esperti esterni). Fare questi approfondimenti a partire da qualcosa che è emerso dagli studenti permette un coinvolgimento molto più forte.
  3. Infine lancia un messaggio molto importante agli studenti: questi sono temi di cui si può parlare, anche nei momenti di difficoltà. Si apre quindi una parta al dialogo e ad eventuali richieste d’aiuto che gli studenti potrebbero avere su questi temi e rispetto ai quali spesso ritengono che gli adulti non siano interessati o in grado di ascoltare.

Ecco in fine due consigli per gestire al meglio l’attività:

  1. IL RUOLO DELL’ADULTO

In questa attività il ruolo dell’insegnante (o formatore) dovrebbe essere quello del facilitatore, ovvero promuovere la riflessione libera e il confronto autonomo tra gli studenti e aiutarli a mantenere una comunicazione rispettosa e attenta alle opinioni di tutti.
E’ consigliato che l’insegnante annoti le affermazioni più interessanti emerse dagli studenti; in caso di affermazioni discutibili può chiedere agli studenti se “sono d’accordo o meno” stimolando il confronto diretto tra di loro, piuttosto che intervenire con correzioni o opinioni personali.

2. LE LISTE DEL MEGLIO E DEL PEGGIO SECONDO L’ASSOCIAZIONE M.E.C.

Una volta elaborate le 2 mappe, l’insegnante può confrontare l’esito con le seguenti 2 liste sintetiche in modo da poter stimolare gli studenti nel caso noti che uno o più punti importanti non sono emersi nelle mappe degli studenti
Le 6 opportunità della rete:
1. Comunicazione efficace a distanza (in chat o in video-conferenza con amici, parenti vicini e lontani)
2. Ricerca mirata di Informazioni (per motivi scolastici o personali)
3. Informazioni pratiche (previsioni del tempo, google maps…)
4. Collaborare a distanza (scambiarsi informazioni, lavorare insieme a distanza)
5. Intrattenimento (musica, giochi, video)
6. Acquisti online (vestiti, tecnologia, giochi, prenotazione vacanze…)
Le 6 criticità:
1. Mancanza di rispetto per gli altri (consapevole o meno) – Temi correlati: Diritti e Doveri on-line, Reputazione e Privacy in rete
2. Cyberbullismo – Denigrazione e umiliazione intenzionale on-line
3. False identità (ricatti, adescamenti)
4. Dipendenza
5. Gli inganni della rete: Truffe,Virus, Pubblicità e Fake News
6. Contenuti inadatti (a sfondo sessuale, violenza e paura)

 

A cura dello staff MEC

Scrivi a questa mail per maggiori dettagli e informazioni: fvg@edumediacom.it

CONVEGNO: “Ricucire la relazione. Esperienze di giustizia riparativa e mediazione nelle scuole”

Iscrizioni al sito: bit.ly/333jI3j

Consiglio d’Europa Rec (2018)8: art. 13. “La giustizia riparativa si basa sui principi fondamentali secondo cui le parti dovrebbero poter partecipare attivamente alla risoluzione del reato (principio della partecipazione degli interessati), e tali risposte dovrebbero essere prevalentemente orientate ad affrontare e a riparare il pregiudizio causato dal reato alle persone, alle relazioni e alla società più ampia (principio della riparazione del pregiudizio)”

 

PROGRAMMA

14.30 Saluti Istituzionali

14.45 _ Luca Grion _ Università di Udine – Introduzione tematica

15.00 _ Giovanni Grandi _ Università di Padova

“Educare alla responsabilità, tra desideri di riparazione e timore delle sanzioni. La giustizia riparativa come risorsa nei contesti della formazione”

15.45 Dibattito

16.15 Pausa

16.30 Presentazione progetti

Francesca Samogizio _ AREA Science Park e Sara dall’Armellina _ Ass. La Voce per la mediazione dei conflitti e Coop soc. Itaca

Giustizia riparativa e mediazione umanistica a scuola: progetti sperimentali in Friuli Venezia Giulia (Web Guide, Dalla colpa al riconoscimento, Medes)

Giacomo Trevisan _ Associazione M.E.C.

Media Educazione Comunità Bullismo e cyberbullismo, esperienze di giustizia riparativa a scuola col metodo NBA (No Blame Approach)

Flavia Fasan _ Istituto Comprensivo di Buja

“Giustizia riparativa: la scuola secondaria di Buja racconta”

Annie Noro _ Cooperativa Co.s.m.o.

I presupposti della giustizia riparativa. Esperienze di facilitazione dall’infanzia alla primaria

17.45 Dibattito

18.15 Conclusioni

18.30 Termine lavori

 

“Cittadinanza Digitale a Scuola”

b-colore

Negli ultimi anni gli Istituti Scolastici hanno visto un costante incremento delle problematiche causate
dall’utilizzo scorretto di whatsapp e dei social network. Problematiche che richiedono strumenti educativi
efficaci per non mettere in ombra le reali potenzialità che le tecnologie digitali possono avere nell’arricchire
il percorso formativo e di cittadinanza degli studenti, quando utilizzate con competenza e responsabilità.
Di fronte a queste sfide il progetto “Cittadinanza Digitale a Scuola” si pone l’obiettivo di identificare e
sperimentare le azioni più adatte per supportare le scuole nel mettere in atto strategie educative efficaci
e al contempo sostenibili rispetto alle risorse a disposizione.
Queste le azioni prioritarie individuate:
1. Regolamentazione dell’Istituto rispetto agli adempimenti previsti dalla legge 71/2017, con
particolare attenzione alla stesura di un “Piano didattico per la Cittadinanza Digitale”, ovvero un
Curricolo verticale sulle Competenze Digitali e dell’uso consapevole e responsabile della rete.
2. Formazione insegnanti su rischi e opportunità delle nuove tecnologie e sulle attività didattiche da
realizzare in classe: azione centrale per una azione educativa sostenibile nel tempo in quanto
basata su rafforzamento delle competenze interne alla scuola
3. Formazione dei genitori sul cyberbullismo e sulle relative responsabilità genitoriali
4. Formazione e supporto agli Istituti sulla gestione degli episodi di esclusione, bullismo e
cyberbullismo attraverso il metodo N.B.A. (No Blame Approach) basato sulla “giustizia riparativa”.
Sulla base di queste priorità sono stati costruiti due moduli didattici incentrati sulla formazione degli
insegnanti e basati sull’esperienza maturata dall’Associazione M.E.C. attraverso il costante lavoro nelle
scuole degli ultimi anni.
L’obiettivo è sperimentare in modo sistematico i seguenti due moduli formativi nell’anno scolastico in corso
con l’ipotesi di poterli poi replicare negli anni successivi, adeguatamente ottimizzati grazie alla
sperimentazione, per raggiungere il più ampio numero possibile di Istituti Comprensivi del territorio.

Modulo 1) Scuole e Cittadinanza Digitale
Attività previste:
1. Accompagnamento l’Istituto Scolastico nell’attuazione degli adempimenti previsti dalla legge 71/2017 in materia di prevenzione del cyberbullismo:
– Individuazione del referente per il cyberbullismo e formalizzazione dell’incarico con relative indicazioni operative
– Aggiornamento dei documenti scolastici con i riferimenti previsti per la prevenzione del cyberbullismo: Regolamento Scolastico, Patto di corresponsabilità, Procedure
– Definizione del piano triennale di intervento per la prevenzione e contrasto del cyberbullismo, nel quale verrà indicato un curricolo verticale di attività e competenze minime dalla classe quarta delle primarie alla terza della secondaria di primo grado;
2. Formazione degli insegnanti dell’Istituto (differenziata per livello di istruzione e ruolo):
– Formazione generale sulle competenze di Cittadinanza Digitale, sulla legge 71/2017 e relative responsabilità legali
– Formazione specifica per attività didattiche da sviluppare nella scuola primaria
– Formazione specifica per attività didattiche destinate alla scuola secondaria di primo grado
3. Monitoraggio delle attività rivolte agli studenti dell’Istituto, svolte dagli insegnanti formati per
l’utilizzo delle schede didattiche (minimo 24 ore di attività didattica in classe):
– Attività per sviluppare pensiero critico e consapevolezza sull’utilizzo della rete
– Attività per la promozione delle competenze di cittadinanza digitale
– Attività per la prevenzione del cyberbullismo e conoscenza dei reati on-line
4. Formazione base dei genitori e azioni di sensibilizzazione a loro rivolte sulle tematiche del
cyberbullismo, dei comportamenti a rischio on-line e delle responsabilità genitoriali correlate.
Modulo 2) Metodo N.B.A. e giustizia riparativa
Il metodo N.B.A., basato sulla “giustizia riparativa”, è una strategia di intervento per gestire i casi di bullismo e cyberbullismo mirato alla massima tutela dei minori coinvolti e alla riduzione massima del danno, anche in termini di potenziali conflitti tra scuola e genitori. Il metodo è incentrato sul coinvolgimento attivo di tutti gli studenti della classe trasformando le situazioni di crisi in momenti di crescita e responsabilizzazione per tutti gli studenti coinvolti.

Attività previste:
– Incontro iniziale di formazione sul Metodo NBA e sulla giustizia riparativa rivolto a tutti i docenti dell’Istituto per introdurre principi, finalità e modalità di attuazione della sperimentazione
– Incontro con i genitori dell’Istituto per la presentazione del metodo e sensibilizzazione sul tema del cyberbullismo e informazione sulle responsabilità legali dei genitori
– Percorso di tutoraggio per casi di bullismo e cyberbullismo, rivolto ad un gruppo ristretto di docenti per la gestione che abbiano rilevato nelle loro classi dinamiche di bullismo e cyberbullismo anche in fase iniziale, per poterle gestire attraverso il metodo N.B.A..
Il percorso prevede il monitoraggio anche successivo della situazione delle classi coinvolte e una valutazione a fine anno.
– Supporto e consulenza per interventi in classe nel corso dell’anno
-Supporto alla scuola nella gestione di altri casi delicati dopo la conclusione del percorso
– Supporto aggiornamento documenti:
Supporto per l’aggiornamento di base dei documenti scolastici sulla base della legge 51/2017 con inclusione della Giustizia Riparativa come modalità di intervento alternativa alle punizioni disciplinari.

IMG_2799

 

Safer Internet Week 2019

VOLANTINO SAFER INTERNET DAY 2019 (1)

 

In occasione della Giornata internazionale per la Sicurezza su Internet, martedì 5 febbraio,
l’Associazione MEC (Media Educazione Comunità) di Udine ha attivato numerose iniziative sia
nelle province di Udine che in quella di Pordenone, principalmente rivolte a studenti ed insegnanti.
Il mondo della scuola, infatti, è oggi più che mai impegnato in una sfida, quella delle nuove
tecnologie, che in meno di cinque anni, con l’avvento di smartphone ed applicazioni come
WhatsApp tra gli studenti, hanno rivoluzionato dinamiche sociali ed in molti casi veicolato ed
amplificato fenomeni come il bullismo.
L’Associazione MEC, grazie al progetto “Cittadinanza digitale e partecipazione giovanile”,
finanziato dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, è impegnata nella promozione di un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove
tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani del Friuli Venezia Giulia.
La Giornata per la sicurezza sui Internet, (Safer Internet Day) è diventata un evento di riferimento
per tutti gli operatori del settore, le istituzioni le organizzazioni della società civile, arrivando a
coinvolgere, oggi, oltre 100 Paesi.
“Together for a better internet”, (Insieme per un internet migliore) è lo slogan scelto per
l’edizione del 2019, ed è finalizzato a far riflettere i ragazzi non solo sull’uso consapevole della
Rete, ma sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di internet come luogo
positivo e sicuro.
In Italia il SID 2019 sarà celebrato il 5 febbraio e la manifestazione principale, organizzata dalla
Direzione Generale per lo Studente, si svolgerà a Milano.
L’Associazione MEC ha deciso di prolungare le iniziative per tutta la settimana, istituendo la Safer
Internet Week.

Di seguito il programma:
# 5-6 FEBBRAIO_Conferenze per studenti:
Tolmezzo, Teatro Candoni, ore 9.15-12.00

-“Intelligenza emotiva per un Internet migliore”
con il formatore M.E.C. Giacomo Trevisan
-“Una Rete di reati: diritti e doveri online”
con la Polizia Postale
# 6-7 FEBBRAIO_Teatro per le scuole secondarie:
Pordenone, Auditorium Concordia ore 10.30-12.00
-Spettacolo teatrale “In equilibrio…”, Con il formatore M.E.C. Matteo Maria Giordano
In collaborazione con Ufficio regionale del Garante per i diritti della persona
# 7 FEBBRAIO_Laboratorio di peer education
Gemona del Friuli, Scuole Medie “Cantore”
-Laboratorio per studenti di terza media di Gemona e Artegna
sulla mediazione dei conflitti tra studenti, di persona e in Rete,

 

#7-9 FEBBRAIO_Al cinema contro il cyberbulllismo
Udine, cinema Visionario
Proiezione di film per gli studenti delle scuole del Friuli Venezia Giulia
con i formatori M.E.C. con Giacomo Trevisan e Davide Sciacchitano
# 1-2 MARZO_Giornate Disconnesse_I.C. Trasaghis