Author Archives: Giusy Rea De Falco

Svolgi il Servizio Civile con l’Associazione Media Educazione Comunità!

Attenzione: la domanda va presentata entro il 28 Settembre 2018!

 

1. TITOLO DEL PROGETTO

Cambia il vento.

2. DURATA E PERIODO

Da Novembre 2018 ad Ottobre 2019 (12 mesi)
30 ore di servizio alla settimana per ogni volontario suddivise in 5 giorni

3. REQUISITI

– Età compresa tra i 18 e 28 anni*.
– Non aver svolto in precedenza il Servizio Civile Nazionale.
– Non svolgere attività lavorativa a tempo pieno o con orario incompatibile con l’impegno richiesto dal Servizio Civile (30 ore settimanali).
(*Maggiori dettagli relativi a età, cittadinanza e precedenti penali nel paragrafo 8)

4. DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO

Il progetto si pone l’obiettivo di supportare e sviluppare le attività dell’Associazione nell’ambito dell’educazione all’utilizzo corretto, efficace e positivo di Internet e dei dispositivi digitali, all’informazione e alla comunicazione, promuove l’educazione dei giovani alla cittadinanza democratica, alla pace, ai diritti umani, alla legalità e alla giustizia attraverso l’educazione all’uso critico e consapevole dei media e delle nuove tecnologie.
I volontari potranno sviluppare e migliorare le proprie competenze multimediali, educative, e anche acquisire competenze nell’ambito organizzativo e di supporto al lavoro d’ufficio, inerente i progetti e le attività dell’Associazione.
Le attività si rivolgono alle scuole, alle associazioni del territorio e alla cittadinanza in genere.

Per maggiori dettagli sul progetto visitate il link:  http://www.cescproject.org/main/images/Progetti_Italia_2018/CAMBIA_IL_VENTO_scheda.pdf

5. NUMERO DI VOLONTARI RICHIESTI E SEDI DI SERVIZIO

N. 2  Volontari presso sede di Udine – via Teobaldo Ciconi 4

N. 1 Volontari0 presso la sede di Pordenone – Viale Michelangelo Grigoletti 3
e Cordenons (PN) via Enrico Fermi n. 3

N. 1 Volontario presso la sede di Cordenons – Via Enrico Fermi 3

 

6. COMPENSO MENSILE

Ai volontari in Servizio Civile nazionale spetta un assegno mensile di 433,80 euro netti.

7. RUOLO E ATTIVITA’ DEI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE

SOCIAL MEDIA SUPPORT
1. Aggiornamento del sito con i vari progetti in corso (editing immagini, foto, video e pubblicazione on line).
2. Supporto alla gestione Social Media e sviluppo della parte relativa alla comunicazione rivolta all’esterno con canali MEC (Facebook / Twitter / Instagram). Supporto al piano editoriale di comunicazione digitale
3. Ricerca di contenuti in rete coerenti con le attività dell’Associazione da rilanciare per creare network

PROGETTAZIONE EDUCATIVA
1. Affiancamento dei progettisti ed esperti di Bandi per la stesura di progetti (dai contenuti ai piani finanziari alle partnership) – bandi di finanziamento Regionali, Nazionali ed Europei.
2. Supporto e accompagnamento dei formatori dell’Associazione sia nelle attività a diretto contatto con i bambini e ragazzi nelle scuole, sia negli incontri istituzionali e di contatto con i vari partner pubblici e privati.

TEAM-WORK E ATTIVITA’ DI SUPPORTO
1. Supporto alle attività di segreteria e organizzative della sede di Udine in relazione ai progetti avviati con Scuole, Associazioni Locali e Istituzioni
2. Supporto alla comunicazione, organizzazione e realizzazione di eventi culturali e artistici di rilievo regionale e nazionale in collaborazione con i partner dell’Associazione.
3. Affiancamento dei formatori e dei consulenti dell’Associazione nella ricerca fondi e della preparazione dei bandi di finanziamento Regionali, Nazionali ed Europei.

 

8. DETTAGLI REQUISITI E CONDIZIONI DI AMMISSIONE

> ETA’: 18-28 ANNI
Possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno di età
>CITTADINANZA:
Avere la cittadinanza Italiana o in alternativa essere:
– cittadini dell’Unione europea;
– familiari dei cittadini dell’Unione europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
– titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
– titolari di permesso di soggiorno per asilo;
– titolari di permesso per protezione sussidiaria;
> ALTRI REQUISITI:
– non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.
Non possono presentare domanda i giovani che:
a) già prestano o abbiano prestato servizio civile in qualità di volontari ai sensi della legge n. 64 del 2001, ovvero che abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;
b) abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi;
c) abbiano presentato domanda per i progetti inseriti nel Bando speciale di servizio civile nazionali Expo 2015. La presente disposizione non si applica per le domande presentate nell’ambito dei Bandi di servizio civile nazionale, quale misura per l’attuazione del programma europeo Garanzia Giovani.

9. PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre  Venerdì 28 Settembre 2018.
La domanda può essere presentate esclusivamente secondo le seguenti modalità:
1) consegnate a mano, presso la sede dell’Associazione di Udine, previo appuntamento telefonico
Sede di Udine: tel. 339 4285977 (Mattina, dalle 9.00 alle 15.00)
2) a mezzo “raccomandata A/R” . via Teobaldo Ciconi n. 4 — Udine.

(Attenzione che fa fede la data di arrivo e non quella di partenza!)

3) A mezzo Posta Elettronica Certificata (PEC) – art. 16-bis, comma 5 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 – di cui è titolare l’interessato avendo cura di allegare tutta la documentazione richiesta in formato pdf all’indirizzo: associazionemec@legalmail.it
ATTENZIONE: è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel presente bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati.

10. MODULISTICA

Per presentare domanda per uno dei nostri progetti, vanno compilati e/o inviati:
1. Allegato 2 di domanda compilato con data e firma [Allegato-2-Domanda-di-ammissione] ;
2. Allegato 3 di domanda compilato con data e firma (con CV allegato, copia titolo di studio e attestati vari) [Allegato-3-Dichiarazione-Titoli] ;
3. Copia documento identità;
4. Copia codice fiscale (o tessera sanitaria);
5. Informativa sul diritto alla protezione dei dati personali [http://www.cescproject.org/main/images/allegati_bando_2018/allegato_5_informativa_privacyDIPARTIMENTO.pdf]

6. Informativa candidatura servizio civile [http://www.cescproject.org/main/images/allegati_bando_2018/Allegato_CESC_Project_informativa_candidatura_servizio_civile.pdf]

11. INFORMAZIONI

Associazione Media Educazione Comunità
Sede di Udine in via Teobaldo Ceconi n. 4 tel 339 4285977 (dalle 9.00 alle 15.00)
Mail: fvg@edumediacom.it

12. ULTERIORI INFORMAZIONI

Informazioni generali sul Servizio Civile ai link:
http://www.serviziocivile.gov.it/menusx/servizio-civile-nazionale/cosa-è-il-scn/http://www.cescproject.org/main/index.php?option=com_k2&view=item&id=207:bando-per-volontari-servizio-civile-2018

 

Cittadinanza digitale e partecipazione giovanile

Il progetto Cittadinanza digitale e Partecipazione giovanile, che vede l’associazione M.E.C. come capofila, ha come obiettivo generale quello di sviluppare nei giovani una maggiore consapevolezza nell’utilizzo corretto e sicuro del web e al contempo prevenire i comportamenti a rischio sia in rete sia fuori dalla rete attraverso una adeguata informazione e promozione di comportamenti positivi per il benessere personale, l’espressione creativa e la cittadinanza attiva.

Partner del progetto sono il Movi-Fvg, l’associazione G.I.M. Giovani in movimento Onlus, Associazione Socio educativa Familiare l’Angolo, ASSOCIAZIONE GENITORI I.S.I.S. MAGRINI MARCHETTI, ASSOCIAZIONE bNET, Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 5 “Friuli Occidentale”, Azienda per l’assistenza sanitaria n. 3 Alto Friuli – Collinare – Medio Friuli, Polo Formativo FVG c/o ISIS Manzini, Servizio sociale dei Comuni dell’Ambito distrettuale n. 3.1, Comune di Maniago, Associazione “Crescere Insieme”, ISTITUTO COMPRENSIVO DI GEMONA DEL FRIULI, ISTITUTO COMPRENSIVO DI MANIAGO, ISIS “Raimondo D’Aronco di Gemona del Friuli, MED Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione, Associazione Genitori Piovega.

Obiettivi specifici sono la promozione dell’utilizzo consapevole di Internet con una attenzione ai reati on-line, privacy e al cyberbullismo, informazione e prevenzione dei comportamenti a rischio nella rete e fuori dalla rete con un’attenzione specifica alle dipendenze e al disagio giovanile , la promozione del benessere (life skills) e dell’espressione creativa dei giovani attraverso esperienze dirette, laboratori e lavoro in gruppo, la promozione dell’inclusione sociale e della cittadinanza attiva, la diffusione dei risultati e del metodo in tutte le scuole del Friuli Venezia Giulia.

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CRESCERE SICURI SU INTERNET A TOLMEZZO: LA GARANTE PER I DIRITTI ELOGIA IL GRUPPO DI PEER EDUCATION

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“Non siamo bulli, ma soltanto attori”: aprendo la serata con una battuta strappa-applausi, i ragazzi e le ragazze dell’Istituto comprensivo di Tolmezzo sono riusciti nel difficile risultato di conquistare una platea “importante” costituita da genitori, educatori, professori, dirigenti scolastici, assessori e forze dell’ordine riunitisi il 21 Febbraio nella sala conferenze dell’UTI della Carnia per la serata conclusiva del progetto “Crescere Sicuri su Internet” promosso dall’Istituto Comprensivo con il supporto del Comune di Tolmezzo e il coordinamento didattico dell’Associazione M.E.C. Momento centrale della serata è stata la presentazione, da parte degli studenti della secondaria di primo grado coordinati dalla professoressa Patrizia Pati, del video “La storia di Anna”, cortometraggio che li vede protagonisti di un tipico caso di cyberbullismo. Nel video, Anna (nome di fantasia) viene presa di mira da compagni e compagne; gli scherzi si fanno sempre più pesanti fino a diventare vere e proprie vessazioni, che infine culminano nella condivisione su un social media di una foto scattatale di nascosto. Due sono i finali, uno negativo, l’altro positivo.

Il lavoro, frutto di un laboratorio che ha visto i piccoli attori impegnati volontariamente per tre mattine e tre pomeriggi d’estate, rientra nel progetto biennale “Crescere sicuri su Internet”, obiettivo del quale è stata la sperimentazione sul territorio di un’ampia serie di iniziative rivolte a studenti, genitori ed insegnanti nell’ambito della prevenzione del cyberbullismo.

Alla serata era presente anche la Garante per i diritti della persona, la dottoressa Mellina Bares, che ha esaltato l’impegno dei ragazzi, lodando l’iniziativa definita “modello da imitare e diffondere su tutto il territorio regionale”. La Garante, collegandosi ai risultati del progetto, presentati dal coordinatore regionale di M.E.C. Giacomo Trevisan, ha compiuto una riflessione sulle sfide educative e giuridiche poste dall’accesso sempre più precoce ed esteso dei minori alla rete.

Il video è ora entrato a far parte del materiale didattico a disposizione della scuola e sono proprio loro, gli studenti e le studentesse, ad essersi costituiti come gruppo di “peer education” per presentarlo anche ai propri coetanei, valorizzando così un capitale educativo importante nell’offerta formativa della scuola.

Il progetto “Crescere Sicuri su Internet” ha permesso di sperimentare sul territorio un ampio ventaglio di attività didattiche rivolte a studenti, insegnanti e genitori nell’ambito della prevenzione del Cyberbullismo e dei comportamenti on-line a rischio da parte dei minorenni, coinvolgendo nelle formazioni oltre 500 studenti tra scuola secondaria e primaria, più di 300 tra i genitori degli alunni di tutte le fasce d’età, infanzia inclusa, e oltre 100 insegnanti.

Nel corso del progetto sono stati inoltre sperimentati e consegnati alla scuola materiali didattici e multimediali che rimarranno a disposizione dei docenti nell’ottica di una continuità didattica.

La serata si è conclusa con un momento di confronto con il pubblico presente, in cui si è ragionato sull’importanza di un’alleanza estesa tra scuola e tutta la comunità per l’educazione e la tutela dei minori. Gli studenti hanno partecipato attivamente al dibattito esprimendo il loro bisogno di essere realmente ascoltati dagli adulti. “Ci fidiamo di chi ci sa ascoltare”.

Da più parti è giunto l’invito ad un maggiore impegno nella costruzione di percorsi necessari per affiancare e sostenere le famiglie nel difficile compito educativo legato all’uso consapevole e critico delle tecnologie digitali, in modo che questo evento conclusivo del progetto in realtà non sia che l’inizio di una sfida per Tolmezzo e la Carnia.

(a cura di Davide Sciacchitano)

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Sei il primo esempio per tuo figlio

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I bambini osservano tutto quello che li circonda, e registrano tutto. Sono delle spugne. Sono dei radar. Ascoltano anche quando sembra che stiano facendo altro. Ogni tanto rispondono da un’altra stanza, intervenendo nella conversazione, soprattutto se si sta parlando di loro (chi ha figli capisce benissimo). Ma quali sono le persone i bambini osservano, prima di tutto? I genitori. Ovviamente. E che genitori sono quelli che i bambini osservano oggi? Adulti in corsa, presi da molti impegni, nervosi e un po’ troppo tonici la mattina, semidistrutti e inutili la sera, spesso di corsa e in ritardo, con la testa molto impegnata e altrove, e quasi sempre con un oggetto tra le mani. Lo prendono, lo guardano, lo posano, lo riprendono, ogni tanto ci parlano, tamburellano coi pollici a gran velocità. Ridono e si arrabbiano tenendolo in mano e indirizzando proprio li il loro sguardo. Sclerano, da girare al largo, quando lo cercano e non sanno dov’è.  Quindi è del tutto ovvio: lo smartphone diventa molto presto l’oggetto dei desideri, per i bambini, e un diritto  acquisito (alla nascita) per  gli adolescenti. E come ogni oggetto della quotidianità familiare, giustamente si inizia ad usare insieme, molto presto.

Ma come si fa ad insegnare ad un bambino a staccarsi da un videogioco, a un adolescente ad allontanare lo sguardo da uno schermo perché sono due ore che sta li? Difficile in ogni caso. Ma una tra le risposte possibili è: dimostrando loro che è possibile. Che siamo capaci noi (adulti) di farlo. Di farlo ogni volta che decidiamo, di farlo molte volte. Di spegnere quando vediamo che notifiche, suonerie e messaggi disturbano le nostre relazioni dirette. Di non rispondere. Quindi – prima di tutto –  con l’esempio.

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E’ molto significativo che tutto questo – e molto altro in realtà – sia stato pensato, poi discusso, e sintetizzato proprio da un gruppo di genitori. Che da una discussione aperta sulle preoccupazioni legittime rispetto alla gestione del digitale e degli strumenti (come proteggo mio figlio dai contenuti non adatti che trova in rete? come lo aiuto a capire e ad essere critico nei confronti di quello che legge e che vede? Come faccio a non renderlo troppo dipendente dagli schermi? Come controllo quello che fa senza dando nello stesso tempo responsabilità?…) Queste domande legittime – come direbbe il mio amico Stefano Laffi non le abbiamo solo pronunciate. Siamo rimasti su queste domande, ci abbiamo passato del tempo,  non le abbiamo superate buttando li qualche risposta superficiale. Abbiamo tutti insieme pensato  e poi condiviso quello che ciascuno non solo pensava ma anche faceva, a casa propria e con i propri figli.
E quindi l’esempio.
E quindi la difficoltà di cambiare le proprie abitudini – in un gruppo vivono pratiche diverse.
Ma anche la necessità del controllo  – la protezione si esercita soprattutto controllando, e anche se protestano i bambini vogliono essere controllati, perché da li passa l’interesse che sperimentano e sentono ma questo vale anche per gli adolescenti. I quali protestano e si arrabbiano, ma dentro sono felici di avere un adulto che fa l’adulto, che mette le regole e che li tratta da ragazzini.
Concedendo, certo, ma sapendo dire di no. Quindi lo smartphone – se e quando si decide di dare si controlla. Punto.
E poi si lascia fuori dalla loro stanza almeno fino ad una certa età.
E poi…tanto altro, su si sono state discussioni animate, e su cui torneremo, del manifesto dei genitori, che potete trovare sul sito https://www.manifestogenitori.it/

I friulani che ce l’hanno fatta si raccontano agli studenti

I talenti locali danno i loro preziosi spunti agli studenti dell’Isis Magrini Marchetti di Gemona, per immaginarsi un futuro.

Un folto pubblico al secondo incontro del ciclo “Giovani Talenti” (promosso dal comune di Trasaghis, dall’associazione Media Educazione Comunità e dalla rete B*sogno d’esserci nell’ambito del progetto Reporter di Cittadinanza), svoltosi nei giorni scorsi ad Artegna e in replica l’11 Gennaio al Centro Servizi di Alesso di Trasaghis.

Presentati da Monica Bertarelli, una decina di giovani friulani hanno raccontato agli studenti come hanno iniziato a farsi avanti nel mondo: il campione delle due ruote Alessandro De Marchi “non ha scelto ma ha seguito la sua passione” un po come la trentacinquenne tarcentina Francesca Zoratto (premio Oreal Unesco) etologa e ricercatrice dell’istituto superiore della sanità a Roma, dove studia il comportamento degli animali. Via skype da Roma c’era anche Linda Dorigo, partita da Verzegnis una quindicina di anni fa e oggi giornalista fotografica in Medio Oriente. Giulio Venier e Marco Londero, invece hanno iniziato proprio ai tempi del Liceo Magrini con la cinepresa e oggi hanno fondato Uponadream mentre Chiara Bertossi, psicologa oggi è al servizio del territorio con i servizi sociali.  Il carnico Suan Selenati è campione del mondo di deltaplano e si è inventato un lavoro nelle montagne friulane con quella passione. Federica Moro, invece, dopo aver viaggiato a lungo oggi insegna italiano agli stranieri e fa grafica editoriale mentre Francesco Marongiu è diventato fotografo di moda a Milano per Dolce & Gabbana, Prada e Armani. Infine Kevin Feragotto è diventato Food Blogger. Per gli studenti del Gemonese, insomma, gli esempi da seguire non mancano.