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Blog Fuori dal Comune: il video su Whatsapp fa vincere il concorso

Concorso “Crescere Insieme con Whats’up”: Un successo per il “Blog Fuori dal Comune”!

Un successo per la redazione del Blog Fuori dal Comune! Vincitori del concorso regionale “Crescere insieme con what’s up” la cui giuria ha assegnato il primo posto su 43 lavori pervenuti da 27 istituti scolastici al nostro video “Whatsapp e i 7 peccati capitali”.

Il concorso “Crescere Insieme con Whats’up” è stato indetto dall’Azienda Sanitaria n.2 in collaborazione con la Provincia di Gorizia.
La redazione del Blog Fuori dal Comune ha deciso di partecipare con l’obiettivo di riflettere con autoironia sull’utilizzo che i giovani fanno delle tecnologie digitali e in particolare sui gruppi Whatsapp diventati un aspetto integrante delle relazioni tra studenti.

Per guidare il lavoro nella parte di scrittura e di regia è intervenuto il regista e sceneggiatore Alessandro Di Pauli (co-autore di Felici ma Furlans e Tacons), con il supporto tecnico di Alessandro Sciacchitano (riprese e montaggio) e il coordinamento di Giacomo Trevisan.

Tutto il lavoro si è svolto in orario extrascolastico, come consuetudine della redazione, e gli studenti partecipanti hanno svolto un ruolo attivo in tutte le fasi della produzione, dalla scrittura dei testi al montaggio finale.

Per maggiori informazioni sugli organizzatori del concorso: www.sistemawhatsup.org

whatsapp-gorizia whatsapp-gorizia whatsapp-gorizia

 

 

Il Progetto Blog Fuori dal Comune

Il blog “fuori dal comune” è un progetto didattico ideato e coordinato dall’ Associazione M.E.C a partire dalla richiesta di intervento della rete “B*sogno d’esserci” che nel Maggio 2012 ha  incaricato l’Associazione di progettare una nuove modalità per coinvolgere i giovani attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie con l’obiettivo di promuoverne un utilizzo consapevole e creativo e al contempo stimolare la partecipazione attiva dei giovani.

Grazie al supporto tecnico/didattico dei formatori dell’Associazione e al supporto delle Scuole Superiori di Gemona il progetto ha portato all’attivazione di una redazione di studenti che dall’anno scolastico 2012-2013 è attiva senza interruzioni con un periodico ricambio degli studenti partecipanti.

L’attività di redazione  include incontri settimanali di coordinamento, incontri periodici con professionisti, approfondimenti tematici sull’utilizzo sicuro ed efficace dei nuovi media e la produzione di elaborati multimediali che vengono diffusi attraverso i canali Web del progetto.

Per maggiori informazioni visita il progetto blog fuori dal comune

Le Sfide Educative di Internet e dei Social Media

social-mediaLe Sfide Educative di Internet e dei Social Media: Riflessioni, connesioni, prospettive

Il ruolo di Internet e dei Social Media sarà sempre più centrale nella vita nostra e dei nostri figli. Lo smartphone è uno strumento straordinario, o pericoloso, a seconda dei punti di vista, ma le opinioni non cambiano il fatto che lo abbiamo tutti in tasca, dai genitori, agli insegnanti, ai parroci, ai pensionati, agli stessi ragazzi (dati 2014 raccolti dal nostro campione regionale di oltre 2000 studenti: oltre il 65% in prima media hanno uno smartphone; in terza media si supera l’80%). Questa è la vera rivoluzione degli ultimi due anni: internet in tasca e una vita always connected (sempre connessa).
Che significa modificazione delle condotte socali: negli alberghi, per strada, nei treni, nei ristranti, e nei luoghi pubblici è assolutamente normale oggi vedere persone che navigano, mandano messaggi, fanno fotografie usando uno smartphone. Non si parla col vicino: si parla col proprio dispositivo mobile. E nelle case? Anche qui le dinamiche di comunicazione cambiano, dato che si può essere interrotti da un messaggio o da un tweet mentre si è a tavola o mentre si studia o quando si guarda la tv o si parla in famiglia.

Sfide Educative: Darsi delle Regole

Quindi le sfide educative di internet e dei social media non riguardano solo la sicurezza in internet, che è solo una delle questioni, e nemmeno la profonda discuntinuità (tutta moderna) tra genitori che faticano ad utilizzare le funzioni di un cellulare e i figli che hanno smartphone più evoluti e sempre connessi alla rete. Le sfide educative sono anzitutto le scelte (quindi la consapevolezza) dell’adulto, di darsi o non darsi delle regole. Regole rispetto alla gestione del proprio tempo e delle proprie relazioni come e quanto far entrare i dispositivi mobili negli spazi e tempi della famiglia, dell’intimità. Regole per se stessi, prima di tutto, e poi per gli altri (figli).
Sarà sempre più difficile “controllare” i figli o imporre rigide regole di comportamento: oggi è impossibile tenere un ragazzino lontano dalla tecnologia e impedirgli di comunicare con tutto il mondo, per cul la vera forma di tutela è dara dall’esempio personale, da quello che noi adulti facciamo e dalle motivazioni che siamo in grado di esprimere. Quindi come prima cosa: l’esempio.

Internet e i social sono come li facciamo noi

Anche il nostro personale stimolo e modo di utilizzare la rete, da quando è diventato molto facile inserire contenuti (soprattutto foto e video) può rendere la rete migliore o peggiore. Questa è una seconda importante prospettiva che aiuta ad uscire dalla logica pericoli/opportunità.

Su internet la nostra identità digitale

Quello che accade on line, ma soprattutto quello che ciascuno di noi decide di fare (adulto o ragazzo) sia su internet che sui social media, crea la nostra identità digitale e può riguardare il nostro futuro. Se on line resta traccia di tutto, per anni, più si inseriscono contenuti interessanti, si condivide e si cercano cose di valore (estetico ed etico), più si diventerò una persona interessante, anche rispetto a chi non ci conoscerà mai direttamente. Quando la rete ci considererà individui interessanti, non solo simpatici ma anche portatori di contenuti (letterari, filosofici, artistici, addirittura manuali…) ritornerà a riproporre il nostro potenziale fuori dalle rete (inviti a scivere un articolo, a tenere una conferenza, a fare una performance artistica, a realizzare una grafica, a fare altri lavori, ma anche a viaggiare condividendo o scrivendo un diario). Il digitale sarà da questo punto di vista una miniera di nuove opportunità di lavoro, ma anche di nuove professioni.

Il nostro contratto con la rete

Il contratto è molto semplice: si utilizzano dei servizi molto utili e gratuiti, come scambiarsi messaggi, video, immagini, telefonarsi o stare in chat, e in cambio si concede l’utilizzo e il trattamento dei propri dati  e informazioni personali. Si concede ai gestori dei Social Media di leggere quello che scriviamo, le foto che condividiamo, i posti in cui andiamo, e di fare cos’ il nostro profilo (poi rivendendo a terzi questi dati, che si trasformano in pubblicità sui banner che vediamo e creano un piccolo anticipo del marketing personalizzato che caratterizzerà gli anni a venire).

Un ponte tra le capacità tecniche dei figli e quelle riflessive dei genitori

Dunque gli adulti con funzione educativa (genitori, insegnanti, educatori, parroci, allenatori) dovrebbero partire da queste prospettive. Ricordando che la rete per i figli/allievi non è solo tempo libero, che per mettere delle regole bisogna prima darsele, che è necessario prima conoscere e poi spiegare le responsabilità, e che la rete e i social possono essere sia una fonte di isolamento e di separazione relazionae, sia una straordinaria occasione per imparare inseme. Creando un ponte tra le capacità tecniche (dei figli) e la capacità di riflessione, elaborazione e prospettiva (degli adulti) che deriva dalle esperienze vissute e dall’età.

Marco Grollo
Responsabile Nazionale Progetti Associazione Media Educazione Comunità

Tratto da “Il popolo” Settimanale della diocesi di Concordia Pordenone del 25 Gennaio 2015

29 Aprile: MEC e gli appuntamenti per l'Internet Day FVG 2016

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Internet Day FVG 2016: Ecco tutti gli eventi che MEC ha organizzato assieme ad altri partner per la giornata del 29 aprile, l'”Internet Day FVG 2016″

Whatsapp: Kit di Sopravvivenza

Gemona del Friuli (Udine)
Orario: 9.00 — 11.00
Sede: Scuola Media Cantore, Via D’Aronco Raimondo, Gemona Del Friuli, UD
Modalità di iscrizione: evento riservato agli studenti

EVENTO
Laboratori creativi sull’utilizzo consapevole e creativo di Internet e degli smartphone, rivolti agli studenti delle classi prime e seconde della Scuola Media Cantore di Gemona.

I laboratori sono curati dall’Associazione M.E.C. e sono parte integrante delle sperimentazioni attuate nell’ambito del progetto Europeo “Unire le forze per contrastare il Cyberbullismo”.

INTERVENTI

  • Whatsapp: kit di sopravvivenza per gruppi laboratorio in classe per la discussione e approvazione di un regolamento del gruppo whatsapp di classe
  • “Condividi Chi”: gioco di ruolo sulle dinamiche del cyberbullismo e dei reati on-line accompagnato dalla visione di video e momenti di discussione sui rischi della rete
  • Vivere con Smartphone, tablet e videogame: laboratorio di riflessione sull’utilizzo quotidiano delle nuove tecnologie con preparazione di un decalogo sull’utilizzo sano delle tecnologie a scuola, in famiglia e nel tempo libero

RELATORI
Giacomo Trevisan – coordinatore regionale dell’Associazione Media Educazione Comunità
Davide Sciacchitano – Giornalista, collaboratore dell’Associazione

 

Coderdojo: Genitori e Figli Assieme

Roveredo in Piano (Pordenone)
Orario: 9.00 — 12.00
Sede: Istituto Comprensivo di Roveredo in Piano, via Via A. Cojazzi, 1, Roveredo in Piano PN
Modalità di iscrizione: evento su iscrizione, riservato agli studenti e loro genitori

EVENTO
Laboratorio pratico di programmazione ed utilizzo del coding per costruire un videogioco, durante il quale i ragazzi della scuola Secondaria di Roveredo in Piano impareranno insieme ai loro genitori, secondo la filosofia “la programmazione si può imparare giocando e si può giocare a imparare”. L’obiettivo non è quello di formare dei futuri programmatori, ma piuttosto il desiderio che i ragazzi imparino ad imparare alcune abilità logiche e di problem solving che poi potranno essere utili in futuro indipendentemente da quello che faranno nella vita. Il Coderdojo è proposto dall’Associazione Media Educazione Comunità con la collaborazione di Giampiero Riva, uno dei più competenti “mentor” (formatori) di Coderdojo Friuli Venezia Giulia

INTERVENTI

  • introduzione al laboratorio
  • verifiche tecniche sui portatili e avvio del laboratorio
  • sperimentazioni guidate
  • verifica degli esiti e condivisione delle produzioni

RELATORI
Giampiero Riva – mentor di Coderdojo FVG
Matteo Troìa – mentor Coderdojo FVG

 

Genitori e Figli On Line: Scriviamo Insieme le Regole

Casarsa della Delizia (Pordenone)
Orario: 17.30 — 19.00
Sede: Progetto Giovani di Casarsa, via Zatti, Casarsa della Delizia, PN
Modalità di iscrizione: evento pubblico ad ingresso libero rivolto a genitori e insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado

EVENTO
Partendo dal confronto tra i presenti sulle abitudini e sulle regole che ciascuno applica nella propria famiglia, rispetto alla gestione dei dispositivi digitali da parte dei figli, questo laboratorio cercherà di avviare un confronto tra i partecipanti per provare ad individuare (se possibile) una serie di regole che siano condivise da tutti, ovviamente diverse a seconda dell’età dei figli, ma accettate da tutto il gruppo di adulti. Dunque indicazioni vincolanti, che possano costituire l’avvio di un percorso di una gestione corretta – ma soprattutto educativa – dei social media non solo a livello individuale (singola famiglia) ma di comunità (gruppo di genitori che condividono una serie di indicazioni da dare ai loro figli). Il laboratorio è promosso dall’Associazione Media Educazione Comunità, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Casarsa

INTERVENTI

  • Introduzione al laboratorio
  • I figli on line: quali le preoccupazioni più forti dei genitori (scambio tra i presenti)
  • le regole in ambito familiare: racconti ed esempi (condivisione tra i presenti)
  • costruire insieme un contesto di riferimento non solo per i figli, ma per i genitori
  • quali regole possiamo condividere tra noi; come portarle a tutti gli altri genitori non presenti

RELATORI
Marco Grollo – socio fondatore e formatore dell’Associazione Media Educazione Comunità
Gregorio Ceccone – Formatore esperto in teorie e metodologie dell’e-learning e della media education

 

Prevenzione del Cyberbullismo: un anno di sperimentazione sul territorio

Gemona del Friuli (Udine)
Orario: 18.00 — 19.30
Sede: Sala Consiliare – Palazzo del Municipio, Piazza del Municipio – Gemona del Friuli, UD
Modalità di iscrizione: evento pubblico ad ingresso libero

EVENTO

Incontro pubblico di presentazione delle attività svolte sul territorio nel corso dell’anno scolastico 2015-2016 sui temi del Cyberbullismo e dell’utilizzo consapevole della rete.
L’incontro prevede anche la presentazione dei risultati dell’indagine regionale sui comportamenti on-line degli studenti svolta dall’Associazione attraverso la soministrazione di oltre 1500 quesitonario on-line.
L’incontro è organizzato in collaborazione con le scuole e le istituzioni del territorio.

INTERVENTI

  • Introduzione istituzionale con rappresentanti delle istituzioni e delle scuole
  • Presentazione delle attività svolte sul territorio dall’Associazione M.E.C. in collaborazione con le scuole (primarie, secondarie di primo e secondo grado) le Associazioni di Genitori e altri enti territoriali
  • Presentazione dell’indagine statistica sui comportamenti on-line degli studenti
  • Proposte e dibattito sulle prospettive di prosecuzione future delle attività di prevenzione del cyberbullismo e dei comporamenti a rischio on-line

RELATORI
Giacomo Trevisan – coordinatore regionale dell’Associazione Media Educazione Comunità

 

Crescere Sicuri su Internet

Tolmezzo (Udine)
Sede: Aula Magna dell’Istituto Solari/Candoni, via Aldo Moro, Tolmezzo, UD
Orario: 20:15 — 21.30
Modalità di iscrizione: evento ad ingresso libero rivolto a genitori e insegnanti delle scuole primarie

EVENTO
Incontro di presentazione del progetto “Crescere Sicuri su Internet” che si svolgerà nel periodo Maggio 2016-Dicembre 2017 e che interesserà studenti, insegnanti e genitori dell’Istituto Comprensivo di Tolmezzo.
Il progetto è promosso dal Comune di Tolmezzo in collaborazione con l’istituto Comprensivo e sarà realizzato dall’Associazione Media Educazione Comunità.

INTERVENTI

  • Introduzione Istituzionale
  • Introduzione sulle sfide poste dall’utilizzo sempre più pervasivo dei dispositivi digitali e sull’importanza di definire strategie educative coerenti basate sulla collaborazione tra scuola e famiglie; a cura dell’Associazione M.E.C.
  • Presentazione del programma di attività rivolte a studenti, insegnanti e genitori dell’Istituto Comprensivo di Tolmezzo
  • Dibattito con i presenti

RELATORI
Alessia Benedetti – Assessore all’Istruzione
Tiziana D’Agaro – preside dell’Istituto Comprensivo di Tolmezzo
Giacomo Trevisan – coordinatore regionale dell’Associazione Media, Educazione Comunità

 

Cyberbullismo: Come, Quando e Perchè

Pordenone
Sede: Aula Magna dell’Istituto Don Bosco, viale Grigoletti 3 – Pordenone
Orario: 20:30 — 22.00
Modalità di iscrizione: evento ad ingresso libero rivolto alla cittadinanza

EVENTO
Incontro di riflessione sulla tematica, con la rappresentazione e il confronto tra dei diversi punti di vista sul fenomeno da parte delle principali figure coinvolte nei casi concreti (insegnanti, genitori, dirigenti, polizia postale, giornalisti, educatori ed esperti). Si cercherà di avviare una riflessione condivisa sulle strategie per prevenire il fenomeno. Partendo dai recentissimi dati che l’Associazione Media Educazione Comunità ha raccolto nel periodo Dicembre 2015/Aprile 2016 su un campione di oltre 2000 studenti, e che verranno presentati in apertura della serata.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Media Educazione Comunità e daI Collegio Don Bosco di Pordenone

INTERVENTI

  • Cyberbullismo: Partire dai Dati Recenti: Presentazione a cura dell’Associazione Media Educazione Comunità
  • Cyberbullismo: Le Figure Coinvolte: Il dirigente di fonte ai casi di Cyberbullsimo. Ruoli, compiti (e limiti) dell’insegnante, I genitori davanti al fenomeno, La polizia postale, interventi ed esempi La stampa e le dinamiche dell’informazione
  • Il Ruolo delle Istituzioni: Breve panoramica sulle diverse iniziative anche Istituzionali che si stanno avviando in Regione

RELATORI
Marco Grollo e Matteo Maria Giordano – formatori Associazione MEC
Don Lorenzo Teston — Rettore Collegio Don Bosco di Pordenone
Un Genitore
Un Insegnante
Un Giornalista

 

 

Referenti della giornata
Giacomo Trevisan (provincia di Udine)
Marco Grollo (provincia di Pordenone)
Davide Sciacchitano (Referente Social): davidesciacchitano77@gmail.com, 348 000 9774

Cyberbullismo a Pordenone. Riflessioni e proposte

cyberbullismo-pordenoneA quando un Piano Nazionale per la prevenzione del Cyberbullismo?

“Prima ancora di lei, qualcosa potrebbero raccontare i messaggini via WhatsApp, lo scambio di foto e di sms sul suo telefonino oppure i file del suo computer, quelle parole digitate dalle adolescenti come lei per comunicare emozioni o rabbia, delusioni o gioie all’amica del cuore o ai compagni di classe”.
Così, il 19 Gennaio, scrive nella sua Home Page il Corriere della Sera in uno dei tanti articoli di cronaca, che tra qualche giorno forse non ci sarà più.

Solo quando accadono questi fatti gravi si capisce quanto importanti siano i social media nella vita dei ragazzini. Anche nei casi di bullismo, visto che oggi il confine tra bullismo e cyberbullismo sono sempre meno distinguibili, realtà e digitale si mescolano, e quello che avviene al mattino a scuola continua nel pomeriggio su Whatsapp. Purtroppo bisogna aspettare che una adolescente si getti dalla finestra, per ricordare quanto sia fondamentale anche quello che succede on line, su internet, su Whatsapp e Instagram; per comprendere che questi non sono solamente passatempi, o strumenti, ma sono ambienti di vita e di relazione significativi. Ambienti che gli adulti, genitori e insegnanti, conoscono poco e non considerano degni di attenzione e “supervisione”. Invece sono ambienti nei quali i ragazzi stanno con naturalezza e spontaneità, ma non conoscono così bene come sembra. Soprattutto a 12 anni, spesso non sanno gestire.
Perchè? Perchè anche se li utilizzano ogni giorno, in molti casi non hanno avuto la possibilità di discuterne e di parlarne nè coi genitori (che in genere ne sanno di meno), nè con gli insegnanti (che in gran parte dei casi non ne sanno proprio, e non ne vogliono sapere). Possiamo ricordare che nella scuola secondaria di primo grado (le vecchie “ Scuole Medie”) l’età media degli insegnati è sopra i 50 anni? Risultato: a molti ragazzini mancano alcune informazioni fondamentali, sia per difendere se stessi sia per aiutare i propri compagni quando accadono cose spiacevoli, anche on-line.

Per questo gli episodi come quelli di Pordenone sono destinati ad aumentare, senza un vero piano di interventi di prevenzione. Che coinvolga tutte le scuole italiane. Che formi gli insegnanti e li aiuti ad osservare i segnali di disagio. Che spieghi ai genitori le responsabilità, prima che arrivi la Polizia Postale a sequestrare i telefonini dei figli — come sta accadendo in queste ore a Pordenone. Telefonini che sono ovviamente intestati a loro (genitori) e di cui sono chiamati a rispondere, in sede legale. E’ urgente realizzare un piano di formazione e informazione capillare, coordinato, i dati parlano chiaro: dagli 11 ai 14 anni si arriva dal 50% ad oltre l’80% dei ragazzi che hanno a disposizione uno smartphone connesso alla rete. Non si può lasciare che di questa tematica si occupino solo le scuole (che ci sono, per fortuna), che hanno attivato dei percorsi solo per la sensibilità del dirigente scolastico o di alcuni insegnanti sensibili.

Ma in attesa di questo Piano Nazionale, ci sono dei percorsi di formazione sull’educazione ai media? Ci sono dei progetti di prevenzione su questo tema? Certo che si. E proprio a Pordenone c’è una Associazione che si occupa di questo: lavorare nelle scuole, incontrare i genitori, fare formazione sul Cyberbullismo agli insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado. Si chiama Associazione Media Educazione Comunità.

Ieri sera, il 19 Gennaio, a Maniago (Provincia di Pordenone) c’è stata proprio una serata dedicata alla lettura dei segnali del disagio su Internet. Fa parte del progetto “Tecnologie, didattica, innovazione e territorio” finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia (bando progetti speciali 2015) e gestito dall’Associazione Media Educazione Comunità. La serata segue interventi svolti sul tema del Cyberbullismo in tutte le classi della scuola, realizzati pochi mesi fa.

Giovedì 21 a Prata di Pordenone ci sarà un incontro per i rappresentanti dei genitori della scuola secondaria che presenterà i percorsi su bullismo e cyberbullismo che saranno realizzati in tutte le classi di quella scuola a Febbraio del 2016. In questo caso la scuola stessa ha finanziato il progetto “Sicuri su Internet”, sempre gestito da Media Educazione Comunità.

Nel periodo Febbraio/Marzo 2016 all’Istituto Don Bosco di Pordenone si svolgerà il progetto “Sicuri su Internet” che vedrà il coinvolgimento diretto di tutti i ragazzi delle scuole medie. Grazie alla sensibilità e all’attenzione educativa che questa scuola ha dato a questo tema (finanziando il percorso “Sicuri su Internet”).

Nel mese di Settembre 2015 sono stati realizzati due corsi di formazione per insegnanti a Pordenone e Udine proprio sul tema del Cyberbullismo. Oltre 100 gli insegnanti che hanno partecipato.

Quindi non mancano le iniziative singole e le persone — insegnanti e dirigenti — che sono attente e sensibili al tema. Manca un vero piano nazionale di investimenti e di formazione, rivolto sia agli insegnanti sia agli studenti, sia ai genitori. Non bastano le pur importanti Linee giuda del Miur (Aprile 2015) che indicano la strada. Non basta il Centro Italiano per la sicurezza in internet , pur importante, ma che tantissime scuole non conoscono. Che ha materiali che moltissimi insegnanti non sono in grado di utilizzare, senza un minimo percorso di accompagnamento e formazione. Non bastano i recenti bandi del Miur, proprio sul cyberbullismo (Dicembre 2015) che avevano una dotazione complessiva di 400.000 euro. Su scala Nazionale: una goccia nel mare.

I Paesi Europei dove si fa prevenzione ed educazione ai media seriamente (Francia, Inghilterra, Paesi scandinavi) investono milioni di euro per la formazione nelle scuole. A quando un Piano Nazionale sulla prevenzione del Cyberbullismo nelle scuole?

A cura di Associazione MEC

Il Non Decalogo – Accompagnare i Figli nel Web

non-decalogoIl Non Decalogo: 10 consigli non richiesti per accompagnare i figli nel web

Accompagnare i figli nel web nell’utilizzo dei nuovi media e delle tecnologie legate ad essi è sempre più importante per la loro crescita, per prevenire situazioni negative, reati ma soprattutto per educarli ad un utilizzo consapevole e critico della rete. Ecco 10 consigli dei nostri educatori e dei nostri esperti per genitori.

 

1. Interessati, non delegare

Sono importanti gli amici di tuo figlio, le attività sportive che fa, la scuola. È importante anche il Web perchè è una delle sue attività principali.

2. Impara, non dormire

Negli ultimi cinque anni il web ha avuto uno sviluppo enorme, e devi sapere quante cose si possono fare online.

3. Dai l’esempio, non contraddirti

Sei tu che decidi le regole a casa tua. Quindi dalle anche su tempi e modi di utilizzo del web. A pranzo e cena non rispondere ai messaggi e al telefono e parla con tuo figlio. Poi potrai pretendere che lo tenga spento lui.

4. Controlla, non vietare

La proibizione stimola la ricerca e l’interesse. I filtri vanno bene solo per i bambini che navigano; poi si cresce, serve altro (vedi n. 1). Controllare vuol dire anche dimostrare interesse. Non dimenticarlo mai, soprattutto quando tuo figlio protesta. Se non protesta mai, inizia a preoccuparti.

5. Ascolta, non essere superficiale

Tuo figlio ti manda continuamente dei messaggi. Con le parole, con gli sguardi, con i gesti. Se saprai osservare e ascoltare, saprai anche quando qualcosa o qualcuno lo mette a disagio. Anche nel web.

6. Proponi alternative, non essere “mister no”

Se tuo figlio passa troppe ore davanti ad uno schermo, fai delle proposte. Portalo fuori, proponi un gioco, interrompi gli schemi. Se non ci sta, stacca il contatore della luce e simula un guasto. Qualcosa di alternativo ad internet e al cellulare da fare con tuo figlio lo troverai (se davvero vuoi fare qualcosa con lui e per lui).

7. Spiega le responsabilità, non supporre conoscenze

Lo smartphone di tuo figlio è legalmente il tuo telefono. Tutto quello che viene fatto con quella SIM è tua responsabilità diretta. Faglielo sapere, e pesare quanto serve. Vai a vedere i reati che si possono fare online sul sito della Polizia Postale. Imparali a memoria e poi condividi queste informazioni con tuo figlio. Ne hai il diritto e il dovere, visto che il telefono è tuo.

8. Sperimenta, non restare in orizzonti chiusi

Internet può essere molto interessante per i tuoi contatti personali, i tuoi viaggi, la tua spesa, le tue relazioni. Apriti al web con lo spirito di Papa Francesco (“Internet è un dono di Dio”) e ma ricordando che di tutto quanto farai e scriverai on line resta traccia (per la gioia di Zuckenberg e di tutti i profilatori del web, che vendono ogni giorno alle aziende i nostri dati e comunicano i nostri interessi).

9. Detta le regole, non renderle eterne

Ogni età deve avere il giusto accesso e i giusti contenuti. Valuta la maturità di tuo figlio e permettigli di fare le esperienze online adatte alla sua età. Se compri uno smartphone connesso alla rete a un bambino di otto o dieci anni non hai capito niente. Come genitore, non tanto come internauta.

10. Compra uno smartphone, non per essere trendy

Fatti spiegare come funziona e come usarlo, ma non dal commesso del negozio. Se tuo figlio ha superato i 12 anni hai in casa un genio della tecnologia (paragonato al tuo livello). Quindi sii intelligente, valorizza le sue capacità e sfruttalo per imparare qualcosa.

Scarica il Non Decalogo in formato PDF


 

Qui di seguito un’articolo pubblicato sul giornale “Il Popolo”, settimanale della diocesi di Concordia Pordenone, del 19.10.2014

 

Ecco il “Non Decalogo” per i genitori – Consigli per accompagnare i figli nel web

Il dott. Marco Grollo, educatore e coordinatore nazionale di Progetti Associazione Media Educazione Comunità è l’autore di alcune regole per i genitori: sono alcune indicazioni che possono orientarli a seguire efficacemente i figli che oggi trovano il loro ambiente allettante e rassicurante nel web.

Come è nato il suo “Non Decalogo” che porta il sottotitolo “Consigli non richiesti per accompagnare i figli nel web”?
Dopo aver incontrato negli ultimi due anni scolastici (2012/2013 e 2013/2014) circa 4000 studenti della fascia 10/14 anni e oltre 800 genitori, i miei collaboratori ed io abbiamo pensato di fare una sintesi dei consigli che in parte sono stati suggeriti dagli stessi genitori che abbiamo incontrato, in parte derivano dalla nostra osservazione diretta e dall’esperienza dal vivo quale ci è stata raccontata dai ragazzi.
I contenuti e i termini utilizzati sono il risultato di un confronto tra esperti dell’Associazione Media Educazione Comunità (giornalisti, docenti universitari, psicologi, pedagogisti9 e altre figure professionali che hanno offerto il loro commento e il loro contributo (esperti e consulenti nell’area dell’educazione ai media).

Da quali considerazioni di fondo sono maturati?
Il tempo che i bambini passano sul web può rappresentare un’occasione di apprendimento significativo: sia in termini di quantità (passano ore davanti agli schermi) che di qualità (possono fare tantissime cose online, quali cercare informazioni, comunicare tra loro, giocare e divertirsi). Questo tempo e questi contenuti sono assai sottovalutati dai genitori, come anche dagli insegnatni e dalla scuola in genere.

Qual è dunque il ruolo del decalogo proposto ai genitori e agli educatori?
Non sono semplici stimoli di rifessione, ma il tentativo di scuotere un po’ il mondo adulto dalla sua disattenzione su questo tema che è fondamentale oggi per la crescita di intere generazioni. Il linguaggio è volutamente diretto, considerato che viviamo in un’epoca nella quale nessuno legge più, per cui dopo qualche riga, se non si risveglia un immediato interesse, si passa ad altro.

L’ordine di presentazione indica una scala di importanza descrescente?
Tutti questi 10 punti sono importanti e ciascuno di loro meriterebbe un’ampia trattazione. Dal primo ovviamente discendono tutti gli altri.

In sintesi, quale messaggio intendono offrire ai genitori?
I genitori per prima cosa devono interessarsi a quello che fanno i figli quando sono online come si interessano a tutte le altre loro attività (gli sport che praticano, gli amici che frequentano, i cibi che mangiano). Invece spesso non è così, perchè c’è una sottovalutazione di quello che i media sono e rappresentano per i ragazzi, soprattutto tra i 10 e i 14 anni, quando i bambini diventano adolescenti.

Quale importanza può assumere l’esempio?
È ovviamente importantissimo dare l’esempio (consiglio n°3), che per i genitori significa darsi loro stessi delle regole, in particolare sull’utilizzo del cellulare a tavola o nei momenti in cui la famiglia si riunisce, che di solito sono poche ore al giorno. Se anche in quel poco tempo ognuno si concentra sul proprio smartphone e non sulla comunicazione con i familiari, la qualitò delle relazioni, e quindi il clima e dell’unità familiare, e del sostegno reciproco che si basa sull’attenzione e sul dialogo, sarà sempre più fragile. Altri punti sono semplici suggerimenti dettati dal buon senso (controlla, non vietare, proponi alternative) e ricordano semplicemente al genitore il potere che comunque ha, cioè quello di dettare le regole e di stabilire confini. Spesso egli si simentica di avere questo potere o più semplicemente finge di non averlo perchè mettere regole costa fatica.

Avete ricevuto qualche riscontro dai genitori?
Su queste indicazioni l’Associazione Media Educazione Comunità sta ricevendo anche dei commenti da parte dei genitori che in quest’anno scolastico hanno ricevuto il “Non decalogo” (oltre 400) perchè è concepito come uno spazio di dialogo con i genitori stessi. Alla fine del “Non decalogo” si chiede infatti di inviare un commento all’email coordinamento@edumediacom.it.